Autovelox, cosa cambia dal 12 luglio 2026: la nuova regola sull’omologazione
Dal 12 luglio 2026 un autovelox è legittimato ad accertare infrazioni solo se, oltre a essere censito, il suo modello risulta formalmente omologato: una doppia condizione che può rendere contestabile anche un dispositivo installato da anni.

Cosa cambia dal 12 luglio 2026 per le multe da autovelox?
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato il D.M. 8 giugno 2026, n. 125, in vigore dal 12 luglio 2026, che riscrive le regole su approvazione, taratura e controllo degli autovelox prima che possano multare legittimamente.
Il decreto si aggiunge, senza sostituirlo, al censimento ufficiale dei dispositivi attivo dal 30 novembre 2025: l’elenco pubblico in cui ogni autovelox installato sul territorio deve essere registrato con postazione, ente proprietario e modello. Un autovelox non censito rende già di per sé la multa contestabile.
Quando un autovelox è considerato omologato secondo la nuova regola?
Secondo la Circolare del MIT n. 17852, un autovelox è omologato — cioè legittimato ad accertare infrazioni — solo se sono vere entrambe queste condizioni: è censito nella piattaforma ufficiale del Ministero, e il suo modello specifico compare nell’elenco dei dispositivi omologati allegato al decreto.
Un autovelox censito ma con un modello non omologato: la multa è contestabile?
Sì. Non basta una delle due condizioni: esistono dispositivi censiti sulla piattaforma, anche installati da anni, il cui modello però non risulta tra quelli formalmente omologati secondo la nuova procedura. In quel caso il dispositivo non è omologato, e la multa è contestabile per questo motivo.
Come capire dal verbale se l’autovelox è omologato?
Dal 12 luglio 2026 i verbali dovrebbero riportare una dicitura come «dispositivo omologato ai sensi dell’art. 6, comma 1, del Decreto ministeriale n. 125/2026». Se questa frase manca, non significa automaticamente che la multa sia nulla, ma è un primo campanello d’allarme da far verificare.
- Se il dispositivo indicato nel verbale risulta censito nella piattaforma ministeriale.
- Se il modello compare nell’elenco dei dispositivi effettivamente omologati.
- Se il verbale riporta correttamente il riferimento normativo all’omologazione.
- Eventuali altre irregolarità collegate, come i cartelli di segnalazione o la distanza minima per i sistemi Tutor/SICVe.
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